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giovedì 29 dicembre 2011

crescente al prosciutto crudo

Il post di oggi mi riempie di orgoglio. 
La prima volta che avevo provato a fare una crescente era stato un disastro. 
Era pesante e sapeva troppo di lievito. 
Dopo qualche settimana ci ho riprovato e questa volta sono rimasta soddisfatta del risultato.
Se volete provare a rifarla seguite questa ricetta delle sorelle Simili e se avete qualche soldino da spendere comprate il libro perchè saranno soldi spesi molto molto bene!


500g di farina 0
250 g di acqua
25 g lievito di birra
150g di prosciutto crudo tritato grossolanamente (io ho abbondato un po')
50 g di strutto
1 cucchiaino di sale
1/2 cucchiaino di zucchero

Fare una fontna e amalgamare velocemente tutti gli ingredienti senza battere. Formare una palla e far lievitare per 60 minuti coprendo l'impasto con un panno umido. Trascorsi i 60 minuti stendere la pasta con un mattarello torandola fino a 1 cm e mezzo di spessore.
Metterla su una teglia, con una lametta tracciare delle losanghe sulla superficie e pizzicare tutto il comtorno.
Lasciare lievitare fino a raddoppiare il volume.
Cuocere in forno preriscaldato a 210° per 40 minuti.

Mangiata tiepida o riscaldata in un fornetto è irresistibile!!!

mercoledì 21 dicembre 2011

salame di cioccolato

E' da quasi una settimana che sono senza macchina fotografica.
La macchina che si solito uso non è mia, ma del mio OrsoLupo che gentilmente me la presta.
Ma durante le vacanze di natale ha deciso di prestarla ad altri.
Se tutto va bene tornerà a casina solo dopo l'epifania. Va bhe... per fortuna ho alcune foto scattate qualche tempo fa. Quella di oggi è la prima ricetta da archivio.


150 g di Oro Saiwa
100 g di zucchero
100 g di burro a temperatura ambiente
1 uovo
70 g di cacao in polvere
1 cucchiaio di rum (facoltativo)

Montare il burro con lo zucchero fino ad ottenere una crema soffice. Incorporare l'uovo e aggiungere il cacao. Mescolare finchè non si ottiene un composto omogeneo.
Sbriciolare grossolanamente i biscotti con le mani o passandoci sopra il mattarello e aggiungerli al composto. Mescolare e aggiungere un cucchiaio di rum.
Bagnare un pezzo di carta forno. Strizzarla bene e stenderla sul piano di lavoro. Versare il composto sulla carta forno cercando di dargli la forma allungata di un salame. Arrotolare nella carta forno e chiudere a caramella cercando di stringere il più possibile.
Lasciare riposare in frigorifero per qualche ora.

martedì 13 dicembre 2011

strudel salato ai peperoni, melanzane e provola

Vorrei avere molte cose da raccontare, ma in questo periodo la mia vita è abbastanza piatta.
Molto lavoro, molta stanchezza, qualche soddisfazione e qualche amarezza.
Insomma. Tutto procede normalmente.
Forse è colpa mia. Forse dovrei aggrapparmi alle piccole cose e farle diventare grandi.
Però non riesco. Sono in fase loop.
Avrei bisogno che qualcuno desse una gomitata al mio cervello. Succederà. Con calma ma succederà.


1 rotolo di pasta sfoglia rettangolare
1 melanzana
1 peperone
1 spicchio d'aglio
1 manciata abbondante di provola tagliata a dadini
origano
olio
sale

Lavare la melanzana e tagliarla a dadini. Pulire e tagliare a pezzetti anche il peperone.
In una padella larga far scaldare un po' di olio e unirvi uno spicchio d'aglio.
Aggiungere le verdure tagliate. Salare e aggiungere un po' di origano. Portare a cottura a fuoco basso.
Appena le verdure saranno cotte toglierle dalla pentola e metterle a raffreddare in un piatto.
Sroltolare la pasta sfoglia e disporla in modo che la parte più lunga diventoi la base.
Con l'aiuto di un paio di forbici praticare dei tagli su entrambi i lati.
Mettere le verdure al centro della sfoglia. Distribuirvi sopra la provola a dadini. (vedi figura sotto)
Chiudere la sfoglia incrociando i lembi tagliati


Mettere in forno a 180° finchè la sfoglia diventerà dorata.
Servire calda o tiepida.



sabato 10 dicembre 2011

clafoutis salato ai fiori di zucca

Milano in questi giorni sembra una città diversa avvolta in un'atmosfera quasi postatomica.
Non ci sono le macchine. La gente si muove con i mezzi... ma moltio decidono di non muoversi.
Non sembra nemmeno dicembre perchè la temperatura è mite.
Prendere un caffè seduti in corso Buenos Aires e non sentire rumore è strano. 
Attraversare senza dover fare slalom è stranissimo.
Fare shopping è possibile dal momento che non c'è la ressa del tipico sabato pomeriggio.
Certo fare la spesa senza macchina è un gran casino, ma una volta ogni tanto questi blocchi forzati del traffico servono per riscoprire il piacere della vita vissuta in modo lento. Mmm... questa è l'ennesima bugia che dico a me stessa.
Odio i we senza macchina. Non uso mai la macchina, ma sapere che non la posso usare mi infastidisce. Vivo questa cosa come una limitazione alla mia libertà. Forse sono fatta tutta sbagliata, o forse gli sbagliati sono quelli che si ostinano a usare la macchina per fare 10 minuti di tragitto e 30 minuti di ricerca del parcheggio ogni santo giorno per andare al lavoro. E fateveli 'sti due passi a piedi!!!



4 uova
300cc di latte
100cc di panna liquida
2 cucchiai di farina
3 cucchiai di parmigiano grattuggiato
10 fiori di zucca
sale
pepe

Pulire i fiori di zucca e privarli del pistillo.
Sbattere le uova con la panna, il latte e la farina. Aggiungere due cucchiai di parmigiano.
Regolare di sale e pepare. Versare il composto in una teglia unta con un po' di burro (la teglia deve essere abbastanza bella per poter essere portata in tavola).
Distribuire sulla superficie i fiori di zucca disponendoli a raggiera. Distribuire l'ultimo cucchiaio di parmigiano.
Mettere in forno a 200° per circa 40 minuti.
Servire tiepido.



mercoledì 7 dicembre 2011

torta integrale di banane

Oggi è stato uno di quei giorni in cui ho assaporato ogni momento.
Il motivo è semplice, avrei dovuto lavorare, ma i miei capi hanno deciso di darci una giornata di tregua e di regalarci un Sant'Ambrogio a casa.
Certo domani alle 9.30 siamo di nuovo in ufficio, ma ci si deve sapere accontentare.
E poi le vacanze di natale in fondo sono vicine. Troppo vicine dal momento che non ho ancora cominciato a pensare ai regali!


4 uova
200 g di zucchero
200 g di farina integrale
50 g di farina OO
1/2 bicchiere di latte
3/4 di bicchiere di olio
1 bustina di lievito
2 banane ben mature (perfette se fuori sono ormai marroni)
scaglie di cocco per guarnire

Dividere i tuorli dagli albumi. Lavorare i tuorli con lo zucchero fino ad ottenere una crema dal colore chiaro. Setacciare le due farine e il lievito e aggiungerle poco alla volta al composto. Aggiungere il latte e l'olio. Mescolare bene.
Schiacciare le banane con la forchetta fino ad ottenere una purea. Aggiungere la purea al composto e mescolare.
Montare gli albumi a neve ben ferma e aggiungerli al composto incorporandoli con un cucchiaio di legno con un movimento dal basso verso l'alto.
Mettere in forno preriscaldato a 180° per 35 minuti.
Decorare con un po' di cocco.







domenica 4 dicembre 2011

involtini di wurstel e ringraziamento ad Anna di ultimissime dal forno

Che settimana infernale! Non solo durante la settimana non ho avuto un attimo di respiro, ma venerdì pomeriggio mi è stato annunciato che avrei dovuto lavorare durante il we e che dovrò mettere una pietra sopra al tanto agognato ponte.
Ma una piccola piacevole sorpresa l'ho avuta. Grazie Anna di http://ultimissimedalforno.blogspot.com/
per avermi "invitato"... appena avrò un attimo di tempo giocherò anche io :)

Oggi voglio postare una ricetta non ricetta... della serie "le piccole idee che ti salvano la serata".
E' una ricetta vista in varie varianti. Di mio c'è l'aggiunta della patata schiacciata insaporita dalla senape e i wuster che sono un po' speciali perchè non sono quelli della grande distribuzione.


1 wurstel grande  a persona
fontina (due fettine)
3 fette sottili di pancetta affumicata
1 patata (sempre a persona)
1 cucchiaino di senape (io Maillè... maionese mischiata a senape)

Far bollire una patata.
Tagliare per il lungo il wurstel, riempirlo con la fontina, avvolgerlo con le fette di pancetta affumicata. Far rosolare in una padella antiaderente senza l'aggiunta di grassi e sale.
Appena la patata sarà cotta, pelarla e schiacciarla con una forchetta (in modo grossolano, aggiungere il sale, un cucchiaino di senape, mischiare. Adagiarci sopra il wurstel. Servire caldo con una buona birra fredda!

lunedì 28 novembre 2011

mele al forno

La novità di questo fine settimana è che sabato mi sono iscritta in palestra.
Domenica ho frequentato dei corsi. Credevo di morire.
Dopo 10 minuti grondavo sudore e umiliazione.
Possibile che delle signore settantenni abbiano più resistenza di me?
No, non lo posso accettare. Anche io voglio appartenere a quella schiera di signore in coda di cavallo che non si scioglie mai che si dimenano sorridendo senza rasformarsi in un mostro dalla pelle paonazza.
Domani ci riprovo con acquagym... sempre se ho il coraggio di mettermi in costume.


1 mela a persona (consiglio vivamente di usare le mele ruggine, anche se si possono usare altri tipi di mele)
zucchero
vino bianco

Lavare le mele. Scavare attorno al picciuolo ricavandone un piccolo cono. Riempire l'incavo formato con abbondante zucchero. Versarci sopra un po' di vino bianco. Mettere in forno già caldo a 180° per circa 30 minuti (comunque finchè lo zucchero non si è quasi caramellato e la buccia tende a rompersi e a staccarsi).

Sono molto legata alle mele cucinate così perchè me le faceva mia nonna prima e mia mamma poi quando ero ammalata. Il solo profumo mi fa sentire coccolata.

mercoledì 23 novembre 2011

salsa verde di foglie di sedano

Un paio di anni fa si era presentato in agenzia un nuovo cliente: un gruppo finanziario in fase di start up.
Doveva farsi l'immagine. Dal marchio alla brochure al sito internet.
Tutta l'agenzia si mette d'impegno perchè anche se non è un cliente grande è giusto che venga trattato come se lo fosse. Per quanto mi riguarda mi metto a studiare il marchio. Viene scelta una delle 4 proposte. La rilavoro per raffinarla ulteriormente. Mi viene chiesto di sviluppare un'idea creativa per la brochure e il sito internet. Faccio tre proposte complete. Viene scelta la più creativa.
La raffino e la porto alla quasi totale definizione.
A questo punto il cliente scompare. Proviamo a contattarlo ma rimane sul vago e accampa scuse.
Molliamo il colpo. Il progetto è ufficialmente in stand by.
Io delusissima perchè ero soddisfatta del lavoro fatto e mi dispiaceva che fosse destinato a rimanere in un cassetto.
E invece oggi scopro che il lavoro non è rimasto nel cassetto, ma è stato utilizzato eccome!
A nostra insaputa... ma è stato utilizzato.
Complimenti ai furbetti di turno.
Una cosa è certa. Non è un "furto" che mi scoraggerà nel dare sempre il meglio di me.


foglie di un sedano (scartare le più dure)
1 uovo
un po' di mollica di pane (l'equivalente di una piccola fetta)
aceto rosso
1 spicchio d'aglio
1 alice sotto sale
1 cucchiaino di capperi
olio extravergine d'oliva
peperoncino
sale

Far rassodare l'uovo. Bagnare la mollica di pane con l'aceto.
Mettere nel mixer le foglie di sedano ben lavate, lo spicchio d'aglio, l'alice e i capperi. Tritare finemente. Aggiungere nel mixer anche l'uovo sodo e la mollica di pane strizzata. Attivare di nuovo il mixer. Aggiungere un po' di olio, il peperoncino e regolare di sale. Mescolare bene. 
Lasciar riposare per qualche ora in frigorifero (non è necessario ma dopo qualche ora è più buona).
Servire con dei crostini (io ho utilizzato dei semplici cubetti di pasta sfoglia) per accompagnare un aperitivo.


domenica 20 novembre 2011

ricotta al limoncello

Ieri ho preso la macchina per andare a fare la spesa e ho trovato una bella sorpresa.
Sul parabrezza c'era una rosa rossa con un bigliettino... "farei di tutto per riaverti".
Dopo un primo momento in cui ho pensato che qualcuno avesse sbagliato macchina ho notato che il biglietto non era scritto a mano. Era stampato.
Ed era proprio per me... in quanto propretaria di una vecchia Mercedes.
Un messaggio promozionale che mi ha fatto davvero tanto tanto piacere e anche un po' di invidia perchè avrei voluto idearlo io!


250 g di ricotta
50 g di zucchero
1 tuorlo
zucchero di canna grezzo (quello di Altromercato)

Lavorare la ricotta fino a renderla una crema. Lavorare il tuorlo con lo zucchero finchè il composto non diventa chiaro. Aggiungere alla ricotta un bicchierino di limoncello e lo zucchero lavorato con il tuorlo. Mescolare bene. Versare il composto in una piccola teglia (o in stampini monoporzione), spolverare con lo zucchero di canna e mettere in gorno caldo a 180° per 1 ora.
Mettere in frigorifero per almeno 4 ore. Servire rigorosamente fredda (perchè se si mangia subito sa troppo di uovo).

giovedì 17 novembre 2011

polpettone

Il mio gattino è qui vicino a me. Sente freddo e allora fa la ruffiana per potersi infilare sotto le coperte. Adoro questa pelosetta morbida nonostante il suo carattere pazzoide... nonostante pezzettino per pezzettino abbia conquistato l'intero piccolo appartamento in cui viviamo. E' lei che detta legge. Rispetta le nostre abitudini e accetta di non salire sul tavolo e sulla cucina, ma per lavarci le mani dobbiamo aspettare che lei finisca di bere. E' lei che decide quali porte tenere aperte e quali invece possono rimanere chiuse. E' lei che decide in quale angolino del letto dobbiamo dormire. Ed è lei che la mattina decide quando ci dobbiamo svegliare. Ma nonostante tutto non potrei vivere senza di lei.


500 g di carne trita di vitello
salsiccia (circa 40 cm)
1 cipolla 
1 carota
1 costa di sedano
pangrattato q.b.
2 uova 
noce moscata
burro (20 g circa)
olio
vino bianco
In una ciotola amalgamare la carne, la salsiccia pivata della pelle, le uova, un pizzico di noce moscata e una pesa di sale. Lavorare l'impasto dandogli una forma un po' allungata e coprine la superficie con del pangrattato. Fare un battuto con la cipolla, il sedano e la carota e farlo rosolare in un tegame con un po' di olio e il burro. Unirvi il polpettone avendo cura di farlo ben rosolare da tutte le parti. Aggiungere un bicchiere di vino bianco e lasciare evaporare. Far cuocere a fuoco lento per almeno un'ora aggiungendo acqua calda se necessario.



lunedì 14 novembre 2011

spiedini di zucchine

Oggi è scesa la nebbia. La prima vera nebbia della stagione.
Sarò pazza ma mi piace. Mi piace non vedere a distanza di pochi metri. Mi piace l'odore che ti avvolge. Mi piace il freddo che ti penetra. Mi piace il senso di mistero che tutto avvolge. E mi piace rientrare a casa. Al caldo e al sicuro.


zucchine
prosciutto cotto a fette sottili
crema di branzi allo zafferano

Lavare le zucchine e tagliarle a fette sottili longitudinalmente. Salarle e lasciare riposare per una ventina di minuti.
Scaldare una piastra e una volta calda farvi grigliare le zucchine. Lasciarle intiepidire.
Spalmare ogni fetta di zucchina con un cucchiaino di crema di branzi (la ricetta la trovate qui), adagiarvi sopra una strisciolina di prosciutto cotto e arrotolare il tutto per formare una spirale. Fermare con uno stuzzicadenti. Mettere sue zucchine arrotolate per ogni stuzzicadenti. Servire tiepide.

Mi piaciono perchè è un modo simpatico per far mangiare un po' di verdura anche al mio OrsoLupo.

giovedì 10 novembre 2011

muffin al cioccolato

Ci sono molte cose che devo imparare. Ci sono molte cose che non ho ancora fatto.
Ci sono cose che ho fatto per la prima volta. Come questi muffin.
E per fortuna c'è stata la prima volta perchè sono stati una grande soddisfazione.


230 g farina
30 g cacao amaro
130 g zucchero
2 uova grandi
100 ml olio
225 ml latte
180 g di cioccolato fondente tritato grossolanamente
1/2 cucchiaino di cannella in polvere
1/2 bustina di lievito

Mescolare la farina, il cacao, la cannella e il lievito.
Montare con la frusta le uova con lo zucchero. Aggiungere l'olio e il latte. Aggiungere poco alla volta la farina mischiata al cacao. Unire al composto il cioccolato fondente tritato.
Riempire per 2/3 degli stampini per muffin e infornare in forno preriscaldato a 180° per 30 minuti.

mercoledì 9 novembre 2011

polpette (di avanzi) di pollo

Finalmente il grande B se ne va, forse.
Spero in uno stile di vita più semplice, più sereno, più etico e più consapevole.
Magari con meno finta ricchezza ma con più dignità.
Incrocio le dita.


avanzi di pollo arrosto o pollo allo spiedo
1 o 2 uova a seconda della quantità degli avanzi
scorza di limone grattuggiata
prezzemolo tritato
1 spicchio d'aglio
abbondante parmigiano
pangrattato
olio per friggere


Tritare la carne con uno spicchio di aglio e dl prezzemolo. Aggiungere la scorza grattuggiata di limone, le uova e il parmigiano. Lavorare gli ingredienti con le mani e formare delle palline . Passarle nel pangrattato, schiacciarle leggermente e farle friggere in abbondante olio. Sevire calde.

Queste polpette me le faceva sempre mia nonna. Sono leggere e buonissime secondo me...sanno di lei :).


domenica 6 novembre 2011

pollo arrosto semplice semplice

Sto guardando fuoi dalla finestra mentre scrivo. Pioggia, vento e campane che suonano.
Mi sembra di essere tornata indietro nel tempo.
Sono 5 anni che vivo in questa casa ma non mi ero mai accorta delle campane.
Forse è la prima domenica in cui la televisione è spenta.
Odio la televisione accesa tutto il giorno. Preferisco sentire il mio cuore che batte e i passi dei vicini del piano di sopra che camminano piuttosto che ascoltare contiunuamente programmi con o senza senso. Forse sarebbe il caso di fondare un gruppo dei televisionisti anonimi dove le persone vengono rieducate a vivere la propria vita.


1 pollo già pulito
4 spicchi d'aglio
2 cipolle
1/2 kg di patate
olio d'oliva
sale grosso

Spennellare il pollo con l'olio d'oliva e cospargerlo di sale grosso.
Metterlo in una pirofila circondandolo con gli spicchi d'aglio e te cipolle tagliate in quarti.
Mettere in forno per 1 ora a 180° (possibilmente con forno ventilato).
Nel frattempo far sobbollire le patate tagliate a spicchi per un paio di minuti.
Trascorsa l'ora togliere il pollo dal forno, aggiungere le patate e irrorare il tutto con il sughetto che si è formato. Rimettere in forno per altri 45 minuti.


mercoledì 2 novembre 2011

biscotti di cornflakes ai mirtilli rossi

Oggi voglio un po' sfogarmi e parlare di piccoli grandi disservizi di ATM (azienda trasporti milanese). Stamattina mi sono svegliata un pochino prima perchè dovevo fare l'abbonamento. Dal momento che prendo solo mezzi di superficie per rinnovare l'abbonamento devo arrivare alla fermata di metropolitana più vicina perchè in zona non ci sono bar, edicole o tabacchi che fanno questo servizio.
Ho però scoperto di avere la tessera scaduta. Ma per rinnovare la tessera bisogna andare in un atm point. Ce ne sono solo 5 in tutta Milano. Ma fortunatamente la stazione centrale mi risulta comoda e allora decido di comprare due biglietti per la modica cifra di 3 euro.
Prendo il mio bus, mi siedo e si parte. Le strade sono vuote e l'autista sogna di essere Barrichello. Le sue frenate e le sue acelerate provocano contusi nelle retrovie ma almeno non sta giocando con il telefonino mentre guida.
Arrivata in ufficio mi collego ad internet per vedere se posso rinnovare la tessera on line. Evviva!
Si può. Ma attenzione attenzione... per averla ci vuole un mese se si richiede prima del 20 del mese, 2 mesi se si richiede dopo il 20. Mi tocca andare all'atm point che chiude alle 19.30.
Alle 18 esco dall'ufficio. Alle 18.20 sono in fila. davanti a me una quarantina di persone e solo 2 sportelli. Non sto dicendo solo due sportelli aperti. Solo 2 sportelli. Punto. Calcolando una media di 5 minuti a persona ho le bellezza di 100 minuti di attesa... 1 ora e 40 minuti.
Non mi arrendo. Con un sorriso stampato in faccia vado dalla signora Atm che controlla la fila e le chiedo se devo compliare qualche modulo nel frattempo. La sua risposta è stata "No, ma tanto stasera la tessera non gliela facciamo perchè alle 19.15 chiudono i terminali."
Io, sempre con il sorriso "Magari sono fotunata... spero nelle defezioni"
Lei: "se vuole buttare via il suo tempo..."
Ha ragione ma:
1- quale azienda privata potrebbe far aspettare 100 minuti un cliente?
2- perchè devo pagare per essere portata in giro da un pazzo che non si cura delle persone che trasporta?
3- perchè gli atm point sono così pochi?
4- domani riuscirò a rinnovare la mia tesseta?

Nel frattempo soffoco i miei dispiaceri in questi biscottini zero rimpianti :)


150 g di corn flakes
50 g di burro
70 g di zucchero di canna
1 uovo
mirtilli rossi essicati
1 cucchiaio di latte

Sciogliere il burro in un pentolino a fuoco bassissimo. Aggiungere 1 cucchiaio di latte e lo zucchero. Mescolare bene e lasciare che lo zucchero si sciolga completamente.
Togliere dalla fiamma. Aggiungere i corn flakes, i nirtilli e l'uovo precedentemente sbattuto.
Mescolare bene finchè tutti i corn flakes saranno coperti di crema di zucchero e uovo.
Con l'aiuto di un cucchiaio formare dei piccoli mucchietti di composto su una teglia cercando di comporli il più possibile. Scaldare il forno a 160–170 gradi.
Infornare mettendo la teglia ella parte alta del forno e lasciar cuocere per 15 minuti.
Una volta cotti lasciarli raffreddare un po' sulla teglia prima di spostarli.


Ottimi e leggeri.

lunedì 31 ottobre 2011

pasticcio di cavolfiore al prosciutto: brutto ma buono

Ci sono delle cose che non mi piace mangiare.
Non che non mi piacciano, semplicemente non mi piace prepararle e non mi piace mangiarle.
Il cavolfiore è una di queste cose.
E' antipatico da comprare perchè è ingombrante, è antipatico da pulire con tutte quelle foglie e quella forma da cervello che ti lascia perplessa perchè non sai mai bene da che parte incominciare a lobotomizzarlo. Poi c'è l'odore. Quell'odore che ti rimane nelle narici e te lo senti addosso per ore. Però un paio di volte all'anno mi obbligo a farlo. Anche perchè una volta cotto, o mangiato crudo è delizioso.
Questa volta l'ho preparato sequendo una ricetta trovata sul cucchiaio d'argento. Devo ammettere che nonostante l'apparenza merita.


1 cavolfiore
2 etti di prosciutto cotto tagliato a dadini
2 uova
formaggio grattuggiato
pangrattato
burro
sale e pepe

Dividete le cime del cavolfiore e lessarle per circa 20 minuti. Nel frattempo cuocere le uova finchè saranno sode. Lasciarle intiepidire, sgusciarle e separare i tuorli dagli albumi. Tritare gli albumi e schiacciare con una forchetta i tuorli. In un pentolino fa sciogliere una noce di burro e unirvi due cucchiai di pangrattato. Togliere dal fuoco e versare sul cavolfiore ben scolato. Aggiungere le uova schiacciate, il prsciutto e 4 cucchiai di parmigiano. Regolare di sale, aggiungere del pepe e amalgamare bene il tutto. Versare in una pirogila, aggiungere una spruzzata di parmigiano in superficie e mettere in forno a 180° per 20 minuti.

p.s.: Non buttate le foglie di cavolo. Si possono usare per fare una passata... magari insaporita con dadini di prosciutto e parmigiano ;)

venerdì 28 ottobre 2011

roast beef

Finalmente una breve vacanzina. Forse è la volta buona. Forse riuscirò a sistemare definitivamente l'armadio e mettere via le scarpe estive prima che torni una nuova primavera.
E domani andrò anche dall'estetista a farmi fare un massaggio drenante. Per me è un evento perchè estetiste e parrucchiere mi vedono una volta l'anno. Ma questa volta ho proprio voluto concedermi una piccola coccola. Ahhhhhhh che bello volersi un pochino di bene :).


1 kg di roast beef
pangrattato q.b
1/2 bicchiere di vino rosso
1/2 cipolla
sapori (rosmarino, salvia)
olio
sale
pepe nero

Preriscaldare il forno a 220°. Spolverare la carne con un po' di pangrattato (non deve essere completamente coperto... solo un pochino). Titare la mezza cipolla e i sapori. Mettere la carne in una pirofila, coprila con i sapori e metterla in forno per circa 10 minuti. Togliere la carne dal forno, girarla, bagnarla con il mezzo bicchiere di vino rosso, salarla e rimetterla in forno per altri 10 minuti.
Togliere dal forno. Mettere la carne a raffreddare su un piatto. Recuperare il fondo di cottura, aggiungere un po' di olio e pepe nero per farne una salsina. Tagliare il roast beef a fette sottili e condire con un po' di salsa. A me piace tiepido, ma è molto buono anche freddo.

martedì 25 ottobre 2011

polenta con cuore di gorgonzola e funghi

Quando ero piccola non mi piaceva la polenta. Allora mia nonna ne prendeva un po', la metteva in una piccola tazza tonda e me la ribaltava sul piatto copra un pezzettino di taleggio.
Oggi sono cresciuta, decisamente cresciuta, ma non ho ancora perso l'abitudine di avere sempre un po' di formaggio nascosto sotto la polenta.
La ricetta che posto oggi cambia solo nella forma, non nella sostanza. Il formaggio non è sotto ma dentro e non si tratta di taleggio ma di cremosissimo zola.


farina per polenta
gorgonzola dolce
funghi misti + porcini secchi
przzemolo
sale

Per prima cosa mettere i funghi secchi in acqua tiepida per farli rinvenire.
In un paiolo mettere abbondante acqua. Portare a bollore, salare e aggiungere la farina di polenta continuando a mescolare. Io vado a occhio, ma sulle confezioni c'è sempre scritto la proporzione tra acqua e farina... in questo caso vi consiglio di abbondare un pochino con la farina per ottenere una polenta un po' più dura. Far cuocere mescolando (non è necessario mescolare continuamente, ma non va mai abbandonata) per un'ora circa (ma se sta sul fuoco di più tanto meglio).
Nel frattempo pulire e tagliare i funghi misti. Mettere sul fuoco una pentola con una noce di burro. Aggiungere i funghi e far cuocere per un paio di minuuti a fuoco vivace, dopodichè abbassare la fiamma e aggiungere anchei funghi secchi e uno spicchio di aglio. Usare l'acqua dei funghi secchi per dare sapore e evitare di dover aggiungere altro burro. A fine cottura aggiungere un po' di prezzemolo tritto. Non resta che assemblare i tortini. Prendere una piccola tazzina, ungerla con un po' di butto e metterci dentro un po' di polenta cercando di lasciare una piccola culla per poterci mettere un pezzetto di gorgonzola. Coprire con altra polenta e rovesciare sul piatto di portata. Metterci sopra una cucchiaiata di funghi e servire subito.




venerdì 21 ottobre 2011

crosatata alla confettura di uva fragola

Finalmente la settimana è finita.
Un paio di serate di impegni extra mi hanno scombussolato i piani.
Devo ammetterlo. Sono abitudinaria, forse troppo.
I fuori programma mi fanno fre il triplo della fatica.
Forse sono solo viziata, abituata a concedermi almeno un'oretta al giorno di decompressione, non sopporto che mi venga tolta. O forse è solo colpa del fatto che sogno di poter realizzare mille cose in una giornata. E quando non ci riesco mi viene la tristezza dell'aspettativa disillusa.
Comunque sia eccomi qua. Finalmente a piedi nudi sul divano.



PASTA FROLLA
200 g di farina
100 g di zucchero
100 g di burro
2 tuorli
sale
CONFETTURA DI UVA FRAGOLA
1 kg di uva fragola
500 g di zucchero
1 mela gialla

Preparare la confettura. Lavare l'uva, mettere gli acini in una pentola aggiungendo anche una mela gialla a pezzi. Aggiungere mezzo bicchiere di acqua e lasciare cuocere a fuoco moderato finchè l'uva non si è completamente spappolata. Togliere dal fuoco, passare al passaverdure. Rimettere sul fuoco e aggiungere lo zucchero. Far cuocere a fuoco basso mescolando e togliendo la schiuma che si viene a formare. La confettura è pronta quando, mettendone un po' su un piattino freddo inclinato, faticherà a scivolare. Metterla subito in un contenitore a chiusura ermetica e farla raffreddare a testa in giù per creare il sottovuoto.

Preparare la frolla. Setacciare la farina e mescolarla allo zucchero. Disporla a fontana e nel mezzo mettere il burro leggermente ammorbidito tagliato a cubetti, i tuorli e un pizzico di sale. Amalgamare gli ingredienti lavorandoli brevemente. Avvolgere l'impasto nella pellicola trasparente e mettere a riposare in frigorifero per almeno un'ora. Trascorso il tempo togliere la pasta dal frigorifero. Staccarne una piccola parte che servirà per fare le striscioline sopra. Mettere la restante parte in una teglia rotonda e tirarla con le dita fino a coprire tutto il fondo e un po' i bordi. Distribuire sulla superficie uno strato di confettira di uva fragola (io ho abbondato perchè secondo me il sapore della confettura è delizioso) e decorare facendo delle striscioline con la pasta tenuta da parte. Appiattire leggermente i bordi con i rebbi di una forchetta e infornare a 180° per circa 20 minuti.

martedì 18 ottobre 2011

gateau di patate (con scorciatoia)

Durante la settimana faccio veramente fatica a trovare il tempo per cucinare.
E con il freddo che avanza non riesco proprio ad accontentarmi di insalate e piatti freddi.
Sarà che l'ufficio dove lavoro è freddino per cui appena arrivo a casa l'imperativo è scaldarmi.
Di solito evito a piedi pari i cibi già pronti e i preparati.
Un po' perchè mi sembra di barare, ma soprattutto perchè li trovo infinitamente meno buoni dei piatti preparati con pazienza. Ma questa volta ho ceduto. Ho comprato il purè in fiocchi in un momento di spesa ossessiva compulsiva. Non lo avevo mai comprato.
E a dirvi la verità credo che non lo comprerò più perchè è abbastanza deludente.
Ma "trasformato" ha un suo perchè.


1 busta di purè disidratato
latte
un uovo
noce moscata
burro
grana
prosciutto cotto a dadini (3 etti circa)
pan grattato

Preparare il purè seguendo le istruzioni sulla scatola (se avete tempo però fate il purè vero... quello con le patate). Aggiungere una noce di burro, un po' di noce moscata e se serve diluite con un po' di latte. Lasciare intiepidire un poco e aggiungere l'uovo. Mescolare bene per far amalgamare il tutto. Aggiungere abbondante grana e i dadini di prosciutto. Mescolare.
Versare il composto in una teglia da forno, livellare la superficie e coprirla con altro grana grattuggiato e poi con pngrattato.
Mettere in forno a 180/200° finchè la superficie non sarà dorata.
Servire tiepido.

E' un piatto molto comodo. Basta una passata in forno ed è buono anche il giorno dopo.

domenica 16 ottobre 2011

stracotto al barolo

E' domenica. E come da tradizione almeno una domenica al mese (estate o inverno che sia) si mangia lo stracotto con la polenta che preparava mia nonna. E' una ricetta che mi sta particolarmente a cuore pechè parla di lei. Lei profumava di violetta e di cibo buono. Lei sorrideva sempre perchè ridere è il sale della vita e aiuta a superare le difficoltà. Anche pregare sotto l'ombra di un fico aiuta, ma anche pregare seduta su una poltrona. Me la ricordo sempre seduta, non perchè non si desse da fare, ma perchè aveva una gamba malata. Stava in piedi solo per cucinare e per fare i pochi passi che la portavano nell'orto. Era un'ottima cuoca e un'anima luminosa. Non c'è più a molto tempo, ma forse è sempre stata qui :).


un pezzo di carne per stracotto (io scamone)
1 cipolla
2 spicchi d'aglio
frina
barolo (2 bicchieri)
basilico
burro 
olio
acqua calda

Infarinare bene il pezzo di carne. Tagliare a dadini metà cipolla. In una pentola per arrosti far sciogliere una noce di burro con un po' di olio. Unirvi la cipolla e l'aglio. Far rosoloare la carne da tutti i lati. Aggiungere i due bicchieri di vino e coprire la carne con dell'acqua calda. Salare, aggiungere il basilico sminuzzato e la mezza cipolla avanzata. Cuocere a fuoco basso per almeno due ore coprendo la pentola con un coperchio. Passate le due ore togliere la carne dalla pentola e lasciarla intiepidire. Tagliarla quindi a fette e ripassarla per qualche minuto nella pentola con il suo sughetto prima di servire... ovviamente con polenta!

sabato 15 ottobre 2011

pane integrale in cassetta

Uff... finalmente mi posso sedere un attimo e prendere fiato.
Stamattina se ne è andata in visite mediche, ma per fortuna sono andate tutto bene.
La notte passata in agitazione non è servita a niente.
Facevo bene a rilassarmi e sognare di prati vedi e cielo azzurro. Meglio così.
Oggi voglio postare una ricetta tratta da un libricino che mi sta insegnando moltissimo su come fare il pane e cose simili. Si tratta di "Pane e roba dolce" delle sorelle Simili. Lo trovo davvero preziosissimo.
Ho ancora molto da imparare, ma, passettino per passettino, sto avendo delle grandi soddisfazioni.



750 g di farina integrale
25 g di lievito di birra fresco
500 g di acqua
30 g di melassa
2 cucchiaini di sale
4 cucchiai di olio

Sciogliere la melassa in parte dell'acqua. Aggiungere l'olio e il lievitodi birra. Sciogliere bene il tutto.
Setacciare la farina con il sale. Unire un po' di farina all'acqua con il lievito. Battere un pochino, poi aggiungere il resto della farina e dell'acqua. Rovesciare tutto sul tavolo e finire di impastarlo lavorandolo per 10 minuti. (Anche se l'impasto risulta un po' appiccicoso non aggiungere farina).
Mettere a riposarein una ciorolo unta d'olio per circa due ora (avendo cura di coprire il tutto con un panno umido).
Passate le due ore rimettere l'impsto sul piano di lavoro, lavorarlo brevemente e formare 2 filoni da mettere in altrettanti stampi da plum cake. Lasciare lievitare per un'altra ora.
Mettere in forno a 180° per 30 minuti. Togliere dagli stampi e cuocere per altri 10 minuti.

Il risultato è un pane integrale sofficissimo che si può conservare già affettato anche nel congelatore.

giovedì 13 ottobre 2011

mezze penne con crema al branzi e zafferano

Sono le 4 e 20 del mattino e non riesco più a dormire.
Ho un sonno tremendo, ma appena mi rimetto a letto mi viene l'ansia per cose che qui sul divano mi sembrano abbastanza risolvibili nelle prime ore della mattinata.
Mi sento stupida.
Sarà che ieri sera io e OrsoLupo siamo usciti per esteggiare la nostra nuova vita, sarà che forse ho mangiato un po' troppo e bevuto un bicchiere in più per cui mi sento ancora gonfia come un maiale e questo mi rende irritabile.
Fatto sta che sono sveglia. E per fortuna esiste internet per riempire il vuoto e il silenzio delle mie notti insonni.



















mezze penne rigate
1 patata di media grandezza
formaggio Branzi (tipico formaggio bergamasco) 
1/2 bustina di zafferano
1/2 bicchiere di latte

Pelare la patata, farla a pezzetti e metterla a bollire in poca acqua. Tgliare a dadini il Branzi (io ne ho usato una fettina alta più o meno un cm e mezzo). Quando la patata sarà morbida schiacciarla con i rebbi di una forchetta fino ad ottenere una purea omogenea. Aggiungere mezzo bicchiere di latte e il formaggio tagliato a dadini. Far sciogliere a fuoco basso. Aggiustare di sale, pepare e aggiungere mezza bustina di zafferano. Lasciar cuocere per un paio di minuti continuando a mescolare e poi togliere dal fuoco.
Far cuocere la pasta in acqua bollente. Un minutino prima della cottura al dente scolarla tenendo un po' di acqua di cottura (circa due o tre cucchiai). Finire la cottura facendo mantecare la pasta con la poca acqua di cottura rimasta e qualche cucchiaio di crema al Branzi. Servire calda.
p.s.: se la crema avanza si può conservare in un vasetto in frigorifero. E' buona anche per condire un petto di pollo alla griglia ;)

martedì 11 ottobre 2011

torta di mele (soffice soffice)

Stamattina OrsoLupo si è dovuto alzare prestissimo, e di conseguenza io.
Ma sono rimasta a letto a godermi il calduccio delle coperte sorridendo tra me e me perchè è davvero bellissimo starsene a sonnecchiare mentre lui si prepara, soprattutto ora che comincia a fare freddino.
Però ora sono sveglia, e allora ne approfitto per postare la ricetta della torta di mele che mi ha regalato una cugina di OrsoLupo. Devo dire che questa ricetta è ottima perchè dà come risultato una torta soffice soffice, quasi una chiffon cake. E in più è senza burro :)














3 tuorli
3 albumi
10 cucchiai di acqua
300 gr farina
300 gr zucchero
3 mele
1 bicchiere di latte
un pochino di olio di semi
succo di limone
1 bustina di lievito

Far bollire l'acqua. Lavorare i tuorli con i 10 cucchiai di acqua bollente fino ad ottenere una schiuma.Si inizia col preparare le mele. Aggiungere lo zucchero e lavorare con le fruste fino ad ottenere un composto spumoso. Aggiungere poco alla volta la farina setacciata continuando a lavorare con le fruste. Quando l'impasto diventa troppo duro aggiugere un po' di latte. Continuare così fino ad esaurimento di farina e  il latte. Aggiungere un filo d'olio e dare l'ultimo giro di frusta.
Sbucciare e tagliare a dadini una mela e mezza e aggiungerla all'impasto mescolando dal basso verso l'alto. Tagliare la restante mela e mezza a spicchi e condirla con un'emulsione di succo di limone e zucchero.
A parte montare gli albumi a neve ben ferma.
Aggiungere il lievito all'impasto e aggiungere anche gli albumi montati a neve sempre mescolando dal basso verso l'alto.
Versare in una rortiera e guarnire con le fettine di mele condite con zucchero e limone.
Mettere in forno preriscaldato a 170° per circa un'ora usando se possibile la funzione forno ventilato.
Fare sempre la prova stecchino prima di togliere dal forno.

domenica 9 ottobre 2011

zucchine in salsa di uovo e limone

E' arrivato il freddo. E mi tocca fare il ambio degli armadi.
Odio farlo. Casa mia è piccolina e per quanto cerchi sempre di buttare il superfluo mi ritrovo con troppa roba da spostare.
E sono pigra. Solo l'idea di dover tirare fuori la scala mi mete di malumore.
Però ora scrivo questo post e mi metto al lavoro. Prima inizio e prima finisco e prima mi posso godere la domenica.


4 zucchine
1 uovo
1/4 di limone
prezzemolo
olio
sale

Pulire le zucchine e tagliarle a rondelle. Scaldare un filo d'olio in una padella antiaderente e aggiungere le zucchine. Far cuocere a fiamma viva finchè non si dorano. Aggiungere un po' di acqua, regolare di sale e terminare la cottura a fuoco moderato. Sbattere un uovo con un po' di sale e il succo di un quarto di limone. Aggiungere il prezzemolo tritato e mescolare bene. Togliere le zucchine dal fuoco e versarci sopra l'uovo sbattuto mescolando velocemente finchè non si forma una cremina.
Servire subito.

Ho scoperto questa ricetta da poco ma mi è piaciuta tantissimo.

giovedì 6 ottobre 2011

dolcetti al cocco e lime

In questo periodo ho una fame balorda.
Cerco di dominarla ma è decisamente difficile.
Cerco di tenere il minimo indispensabile in casa.
Cerco di cucinare il meno possibile perchè più mangio e più mangerei.
Tutti buoni propositi.
Poi succede che apro la dispensa e vedo la farina di cocco.
E in frigorifero ci sono le uova, e anche il lime...
e ci vogliono solo 15 minuti per mandare all'aria la mia volontà.


100 gr di farina di cocco
80 gr di zucchero
40 gr di farina
2 uova
succo di un lime (non è necessario ma smorza il dolce troppo stucchevole del cocco)

Mescolare la farina di cocco, la farina 00 e lo zucchero. Aggiungere le uova e il succo di lime.
Con l'aiuto di due cucchiaini ricavare delle palline grandi come una noce e metterle su una placca da forno coperta con carta forno.
Cuocere per 15 minuti a 180°.
E' una ricetta talmente facile e veloce... un gioco da bambini :)

martedì 4 ottobre 2011

crema di zucchine e capperi

Oggi non ho molto da raccontare. Mi sono svegliata stanca e non riesco a formulare una serie di pensieri coerenti tra loro.
Per cui passo subito a raccontarvi questa ricetta facile facile trovata su un libricino di stuzzichini (grazie Lucilla!). E' un po' estiva, ma considerando le temperature di questi giorni direi che cade a puntino.


3 zucchine
1 spicchio d'aglio 
2 cucchiaini di capperi sotto sale 
peperoncino
olio d'oliva
succo di limone (1/4)

Cuocere le zucchine al vapore. Mettere in un mixer le zucchine cotte, l'aglio, i capperi, il peperoncino e un po' di olio (circa due cucchiai) e frullare il tutto. Aggiungere il succo di limone e aggiustare di sale. Può essere servita sia calda che a temperatura ambiente.

sabato 1 ottobre 2011

vellutata di zucca e carote con "isola" al rosmarino

Questa volta gioco anche io.
Gioco perchè è sabato mattina e è troppo presto per andare al mercato.
OrsoLupo dorme ancora e non voglio svegliarlo.
La ricetta con cui partecipo l'avevo fatta prima dell'invito per partecipare al contest.
Non sono un animale da contest, ma quando le premesse sono queste mi dico. Perchè no?


- 2 carote
- un pezzo di zucca equivalente al doppio delle carote (più o meno)
- pancetta dolce tagliata a dadini
- una noce di burro
- acqua riscaldata
- 100 g di robiola
- un rametto di rosmarino
- olio
- sale
- pepe

Mondare le carote e la zucca e tagliare tutto grossolanamente.
Far rosolare un cucchiaio di dadini di pancetta con una noce di burro. Aggiungere i pezzi di carota e di zucca e coprirli con dell'acqua calda. Aggiungere il sale e lasciar cuocere finchè la zucca e la carota non saranno abbastanza morbisi. Ridurre a crema usando un frullatore ad immersione. Rimettere sul fuoco per pochi minuti per far rapprendere un po' mescolando di tanto in tanto con un cucchiaio di legno.
Sminuzzare il rosmarino, aggiungerlo alla robiola e mescolarli delicatamente con un cucchiaio.
In un piccolo pentolino far rosolare un cucchiaio di pancetta a dadini finchè non diventa croccante.
Non resta che comporre il piatto. In un piatto fondo mettere un po' di crema, adagiare al centro una dose abbondante di robiola al rosmaino, decorare con qualche dadino di pancetta. Una spruzzata a di pepe e un filo d'olio.

Io l'ho mangiata "assediando il fortino", cioè mangiando i lati della robiola che piano piano si scioglievano a contatto con la crema. Sarà che avevo una fame da lupi, ma mi sembrava delizioso ;)





giovedì 29 settembre 2011

torta di mars rivisitata

Se penso a come ero da ragazzina faccio veramente fatica a riconoscermi.
Il mio brutto carattere è rimasto, come è rimasta la mia tendenza ad ingrassare. E' sparita invece del tutto la mia assoluta mancanza di voglia di fare, l'interesse alla moda e il cruccio di non essere bella. Anche la voglia di guardare la televisione è completamente sparita.
Anche il modo in cui faccio le cose è cambiato.
Per esempio: da ragazzina disegnavo con una matita di legno, ora uso una tavoletta grafica.
Anche il modo di cucinare (o non cucinare come in questo caso) è cambiato. Il dolce di oggi ne è un esempio.


INGREDIENTI PER UN TORTINO MONOPORZIONE
1 Mars
una noce di burro
2 cucchiai di riso soffiato
corn flakes
un cucchiaino di nutella
topping al cioccolato.

Spezare il Mars in 3 o 4 pezzetti e metterlo in una piccola casseruola con una noce di burro. Far sciogliere a bagnomaria o a fiamma bassissima girandolo di tanto in tanto per non farlo bruciacchiare. Una volta sciolto togliere dal fuoco e aggiungere il riso soffiato amalgamandolo bene alla crema di mars.
Mettere tutto in uno stampino da pulm cake. "appiccicare" una decina di cornflakes spingendone qualcuno per metà nella crema. Mettere in frigorifero per almeno 30 minuti.
Togliere dallo stampino. Adagiare il tortino su un piatto di portata. Decorare la superficie con un cucchiaino di nutella, qualche cornflakes e un po' di topping al cioccolato.
Della serie... anche il Mars può essere chic ;)

lunedì 26 settembre 2011

peperoni verdi ripieni

Mi piacerebbe sapere molte cose. E' per questo che sono curiosa.
Ogni volta che cerco di seguire una passione mi si apre un mondo. E allora cerco di approfondire, di informarmi, di capire il perchè delle cose, ma troppo spesso è un'impresa senza fine.
Un esempio su tutti è il cibo. Nella vita ho mangiato tantissime cose di cui non conosco nemmeno il nome. Un esempio? La frutta e la verdura. Ce ne sono talmente tante varietà che mi ci vorrebberodegli anni per ricordarmi i nomi.
Ecco. Questo preambolo solo per dire che la ricetta di oggi prevede dei peperoni verdi dolci, allungati, simili ai friggitelli ma più grandi di cui non conosco assolutamente il nome. So solo che sono buoni ;)


10 peperoni verdi dolci (tipo friggitelli  grandi)
carne trita di manzo (una palla grande più o meno come un pugno)
30 cm di salsiccia
polpa di pomodoro (1 confezione)
grana padano grattuggiato
aglio
pangrattato
1 uovo
olio
sale, pepe

Pulire i peperoni, tagliarli a metà per il lungo e privarli dei semi.
Lavorare la carne trita con la polpa della salsiccia, aggoingere il sale, l'aglio tritato, un peperone anch'esso tritato e 1 uovo. 
A questo punto unire 4 cucchiai di polpa di pomodoro, un po' di pangrattato (quanto basta per asciugare un po' il composto), abbondante grana grattuggiato e una spolverata di pepe.
Riempire ogni peperone con il composto. Mettere in una teglia e coprire con la restante polpa di pomodoro ricordandosi di salarla precedentemente. Spolverare con un po' di parmigiano e condire con un filo d'olio.
Mettere in forno ventilato già caldo a 200° per 15 minuti poi finire la cottura a forno statico.
(se non avete il forno ventilato va bene lo stesso).


domenica 25 settembre 2011

melanzane al forno (quasi parmigiana)

Il piatto che posto oggi è una ricetta del mio OrsoLupo.
Secondo lui questa è la ricetta delle melanzane alla parmigiana pechè "lo dice la parola", se si chiama parmigiana è perchè c'è il parmigiano. La mozzarella non è di Parma per cui non ci va.
Il suo filo logico non farebbe una piega se per parmigiana non si intendesse la sovrapposizione a strati, ma lui è OrsoLupo e per alcune cose gli si deve dare ragione.
Le melanzane preparate così sono leggere e gustose, decisamente meno impegnative di una ricca parmigiana come la intendo io. Servite con il primosale poi diventano un piatto facile e veloce, adatto al fin settimana lavorativo che sto vivendo.


3 melanzane grandi
1 confezione di polpa di pomodori (per me Mutti)
parmigiano reggiano gratuggiato
1 spicchio d'aglio
basilico
olio
primosale
patè di olive nere

Lavare e tagliare le melanzane per il lungo. Salarle e lasciarle riposare per far perdere loro l'acqua.
Togliere il sale in eccesso e cuocerle su una griglia senza l'aggiunta di condimento.
In una pentola scaldare un po' di olio, aggiungere l'aglio e toglierlo quando diventa biondo. Aggiungere la polpa di pomodoro. Salare e aggiungere un paio di foglie di basilico. Lasciar cuocere per cinque minuti circa.
Stendere un paio di cucchiai di sugo sul fondo di una pirofila. Disporvi sopra uno strato di melanzane. Coprire con un po' di sugo e un'abbondante spolverata di melanzane. Procedere così a strati finchè non finiscono le melanzane. Coprire l'ultimo strado con abbondate sugo e parmigiano.
Aggiungere un filo d'olio e mettere in forno a 200° finchè il formaggio non si è ben sciolto e comincia a brunire un pochino.
Servire con un po' di primosale accompagnato da un po' di patè di olive.

sabato 24 settembre 2011

American Donuts

Milano in questo periodo di crisi è diventata una città un po' difficile dal punto di vista lavorativo.
Molte persone non hanno lavoro e chi ce l'ha cerca di tenerselo stretto accettando a volte situazioni non proprio "sindacali".
Io ho la fortuna di lavorare in un'agenzia di pubblicità dove il rispetto per chi lavora è altissimo. Difficilmente ci chiedono di fare straordinari e per ogni lavoro fatto bene i complimenti si spercano. Insomma, un posto di lavoro quasi ideale. Dico quasi perchè in periodo di crisi il settore pubblicitario non è proprio fiorente, di conseguenza gli stipendi non sono il massimo della vita. Ma ci si adatta.
Poi capitano le volte (come per me questa settimana) in cui si deve fare tardi per finire un lavoro.
E quando si fa tardi non si ha voglia di tornare a casa a cucinare.
Ci si ferma fuori a mangiare qualcosa di veloce con la voglia di essere a casa al più presto.

Così ieri io e il mio OrsoLupo (che lavora con me) decidiamo di cenare all'American Donuts di via Settembrini (dove un paio di settimane fa abbiamo fatto una colazione che ci ha soddisfatti appieno).
In questo locale non fanno solo colazioni e vendita di dolci, ma hanno anche un menù lunch e un menù dinner. Proviamo la cena. Premesso che la qualità del cibo che ti viene servito è buona, il prezzo di quello che abbiamo mangiato ci ha lasciato a dir poco perplessi. Vi faccio un elenco.
Nachos  4.5 € 
una ventina di patatine di mais serviti con una mini ciotola di crema al formaggio e una mini ciotola di salsa piccante. Prezzo decisamente troppo alto!
Bagel con insalata di pollo 5.5 €
un bagel riempito con una fettina di pollo e un po' di insalata. Prezzo altino ma ci sta anche perchè il pollo era "vero".
Contorno di verdure alla griglia 4.5 €
2 fettine di melanzana, 3 fettine di zucchina, una striscetta di radicchio trevigiano. Prezzo decisamente troppo alto.
Hamburger con contorno di country potatoes 14€
Avete letto bene. La bellezza di 14 Euro. Ok. La carne era buona. Il pane era ok. La porzione standard. Mi dispiace dirlo ma il prezzo di questo piatto è davvero vergognoso. Non me ne frega nulla se le posate con cui ti servono il pranzo sono di Salvinelli. I tovaglioli rimangono di carta e il locale rimane una sorta di bar in stile americano. Il personale è gentilissimo, ma non è un ristorante. E anche i piatti serviti non sono da ristornate.
Brownie alle noci 2.5 €
Ottimo anche nel prezzo.
2 Coca Zero 5€

Tirando le somme... più di 30 euro per due panini e un dolce.
Decisamente troppo, soprattutto in questo periodo storico.
Spero davvero che si diano una regolata perchè nonostante tutto il locale mi piace e ci vorrei tornare... ma la prossima volta solo per fare colazione con tutte le loro meravigliose cheese cake, i pancakes, gli scones ecc ecc ecc. Per fare colazione ne vale davvero la pena!

martedì 20 settembre 2011

hummus (crema di ceci)

Mi sembra che la mia vita in questo momento sia particolrmente piatta.
In realtà non è vero. Non sono successe cose eclatanti, ma sono successe tante piccole cose che potrebbero portare a un grande cambiamento. Eppure mi sembra che le giornate si ripetano sempre uguali a se stesse. Credo che si tratti solo di voglia di libertà. O magari nostalgia dell'estate passata.
Per questo oggi vivo di ricordi e sogno di sapori lontani.


1 confezione di ceci in scatola
1 spicchio d'aglio
1 cucchiaio abbondante di thaina (salsa di sesamo)
succo di mezzo limone
olio d'oliva
sale
pepe nero
paprika per guarnire

Frullare bene i ceci e l'aglio (tenere da parte 3 o 4 ceci che vi serviranno per guarnire.) Aggiungere la thaina, il succo di limone, un po' di olio e amalgamare. Aggiungere sale e pepe nero.
Versare tutto in una ciotola e guarnire con i ceci lasciati interi e una spruzzata di paprica. Manca solo un filo d'olio e l'hummus è pronto per essere servito... magari accompagnato da una pita cala o semplicemente con dei crostini.

domenica 18 settembre 2011

peperoni tondi ripieni di crema di tonno

Questo we è decisamente da archiviare come NO.
Non che sia successo chissà che, semplicemente è passato e passerà tra piccoli fallimenti, piccole delusioni e molta voglia di non fare niente.
La cosa che più mi infastidisce è l'impegno di oggi pomeriggio. Uscire la prima domenica di pioggia mi mette veramente di malumore. Durnte le domeniche di pioggia si dovrebbe stare a casina sotto le copere o accucciate dul divano a bere tè. Aspettare semplicemente che il tempo passi.
Ma è inutile lamentarsi. Ho preso un impegno e lo devo mantenere. Spero solo che passi in fretta.
La seconda cosa che mi infastidisce parecchio è la torta disastrsamente orribile che ho fatto ieri, finita direttamente nel cestino. Ma dovevo immaginarlo che sarebbe finita così. Ieri era una di quelle giornate in cui non mi riusciva niente. Combinavo solo disastri.
Per fortuna questi peperoni li avevo preparati la sera prima...


10 peperoncini rossi tondi 
aceto
2 scatolette di tonno 
pasta d'acciughe
1/2 spicchio d'aglio
timo
capperi
olio e sale

Pulire i peperoni. Tagliare la calotta e privarli dei semi.
Mettere a bollire un po' di acqua con aggiunta di sale e un paio di cucchiai di aceto.
Immergervi i peperoni e lasciarli cuocere per 5 minuti (devono rimanere sodi).
Mettere nel mixer il tonno, la pasta d'acciughe, l'aglio, i capperi e il timpo. Aggiungere un po' di sale e un po' di olio. (Io non ho usato il mixer perchè mi piace avere dei pezzi più grossi. Mi sono aiutata con una forchetta).
Riempire ogni peperone con la crema ottenuta. Decorare con un cappero e condire con un filo d'olio.
Mettere in frigorifero ed aspettare qualche ora prima di mangiarli.

giovedì 15 settembre 2011

budino di yogurt con confettura di fichi

Non riesco proprio a togliermi la voglia di dolce.
Non sono mai stata molto golosa. Ho sempre preferito i piatti salati.
Ma da due mesi non passa giorno in cui non mi perdo a sognare di mangiare ogni tipo di torta, biscotto budino e gelato.
La ricetta di oggi è un vero toccasana perchè non solo è dolce, ma ha veramente pochissime calorie dal momento che è fatta con yogurt greco magro.


  
BUDINO DI YOGURT
1 confezione di yogurt greco magro (io 0%)
2 cucchiaini di miele di castagno
10 gr di gelatina in fogli
10 ml di latte (io scremato)

Mettere a bagno in poca acqua fredda la gelatina per circa 10 minuti.
Scaldare il latte in un pentolino e sciogliervi la gelatina ben strizzata.
Togliere dal fuoco e aggiungere lo yogurt e il miele.
Riempire gli stampini (io ne ho fatti 4) e mettere in frigorifero a riposare per almeno 6 ore.

CONFETTURA DI FICHI
500 gr di fichi freschi
1/2 bicchiere di zucchero
1 cucchiaio di miele di castagno

Sbucciare i fichi, tagliarli a pezzi e metterli in una pentola con un po' di acqua. Far cuocere a fuoco medio girando di tanto in tanto finchè i fichi non si saranno spappolati. Aggiungere lo zucchero e il miele e lasciare rapprendere finchè, mettendo un po' di marmellata su un piattino freddo rimarrà quasi ferma. Togliere dal fuoco e versare in un barattolo di vetro sterilizzato. Chiudere il barattolo e lasciar raffreddare mettendolo a testa in giù per creare il sottovuoto.

Passate le sei ore non rimane che togliere i budini dagli stampi, metterli su un piatto di porata, aggiungere un po' di marmellata di fichi e decorare con qualche goccia di cioccolato o, se preferite, qualche scaglia di mandorla.


lunedì 12 settembre 2011

spezzatino di vitello con patate e porcini

Ieri è stata la prima vera domenica del nuovo anno.
Sì, perchè per me l'anno nuovo inizia a settembre. E' in questo mese che tutto comincia, che si fanno i buoni propositi e ci si danno nuovi obiettivi. Ci si iscrive in palestra, ci si mette a dieta e ci si convince che l'arrivo del freddo non è una tragedia.
In fondo con il freddo si sta più in casa, si tirano fuori i bei maglioncioni pesanti che sprigionano profumo di mele al forno solamente guardandoli, ci si dedica alla cucina.
Ma uno dei buoni propositi non era quello di mettersi a dieta?
Ma come si fa a stare a dieta? Sono arrivati anche i primi porcini... chi riesce a resistere???


1 kg circa di polpa di vitello tagliata a pezzi
1/2 kg di patate (circa)
1/2 kg di porcini (se sono belli profumati ne bastano anche meno)
farina (per infarinare la carne)
1 bicchiera abbondante di vino bianco
1/2 litro di brodo di carne
2 spicchi d'aglio
burro 
prezzemolo
sale

Infarinare la carne. In una padella sufficientemente grande da poter contenere tutto far sciogliere due noci abbondanti di burro. Aggiungere i due spicchi d'aglio e far rosolare la carne su tutti i lati a fiamma viva. Bagnare con il vino bianco e lasciare sfumare un po'. Aggiungere le patate sbucciate e tagliate a pezzi piuttosto grosso e i gambi dei funghi tagliati a piccoli pezzi. Salare.
Abbassare la fiamma e far cuocere per un'ora aggiungendo di tanto in tanto un po' di brodo caldo (lo spezzatino deve rimanere sempre con un sughetto cremoso).
Dieci minuti prima della fine della cottura aggiungere le teste dei funghi tagliate a grandi pezzi.
Aggiungere il prezzemolo e servire caldo.

domenica 11 settembre 2011

peperoncini sott'olio

Questa volta sono stata previdente.
E' una cosa strana perchè di solito non lo sono affatto... almeno in cucina.
Ieri al mercato ho trovato i peperoncini freschi, che io considero praticamente indispensabili.
Allora ne ho presi un paio. Un paio di mazzi però.  E li ho messi sott'olio.


Il procedimento per mettere i peperoncini sott'olio è molto semplice. Si lavano. Si asciugano e si tagliano in due nel senso della lunghezza. A questo punto si prende uno scolapasta, si mette sul fondo un canovaccio pulito (e lavato senza utilizzare l'ammorbidente) e si dispongono i peroncini a strati intervallati da strati di sale grosso (uno strato di peperoncini, uno strato di sale). Si copre il tutto con un altro canovaccio e gli si mette sopra un peso (io un piatto piccolo con sopra un paio di bottiglie di vino). Si lascia riposare una notte intera. I peperoncini perderanno molta acqua.
Non resta che sterilizzare i contenitori, metterci dentro i peperoncini e coprire bene con del buon olio extravergine d'oliva. Prima di chiudere i contenitori assicurarsi che non siano rimaste delle bolle d'aria sdove l'olio non è penetrato. Mettere i contenitori in una pentola piena d'acqua fredda (i contenitori devono essere completamente immersi) e portare a bollore. Lasciare bollire per una mezz'oretta, poi spegnete il fuoco e lasciate raffreddare senza togliere i barattoli.
Dopo 15 giorni i peperoncini possono essere utilizzati.

mercoledì 7 settembre 2011

bicchierini pere e gorgonzola e...

Stanotte ho dormito la bellezza di 12 ore. Ne avevo davvero bisogno.
Piano piano le cose stanno tornando alla normalità.
Spero che a breve mi torni anche la voglia di lavorare sodo.
Ora sono ancora molto distratta.
Non so se le vacanze a me facciano poi tanto bene.
Quando torno faccio troppa fatica a riabituarmi ad orari e regole.
Anche la voglia di cucinare non mi è tornata del tutto.
E allora benvengano le ricette veloci e a freddo.


DOSI PER DUE BICCHIERINI
1 pera
2 prugne secche denocciolate
1 cucchiaio di pinoli
1 cucchiaio di gorgonzola e mascarpone
latte q.b.
aceto balsamico (solo per decorare)

Sbucciare la pera e tagliarla a cubetti. Lavorare il gorgonzola con un poco di latte fino ad ottenere una crema. Mettere sul fondo di ogni bicchierino una prugna secca tagliata a pezzi e qualche pinolo. Aggiungere la pera e coprire con la crema al gorgonzola. Decorare con qualche pinolo e un filo di aceto balsamico.
Velocissimi!


martedì 6 settembre 2011

uovo in camicia all'aceto balsamico insaporito al tartufo

Lo so. Questa non si può definire una ricetta.
Ma la voglio postare perchè per me rappresenta una conquista, una mia piccola battaglia vinta nei confronti dell'uovo. Già, perchè come ho già detto più volte io non sono una cuoca. E una delle tante cose che non avevo mai provato a fare era l'uovo in camicia.
In realtà questo è il mio terzo tentativo. Il primo era miseramente fallito lasciandomi per ben 8 anni con la convinzione che l'uovo in camicia fosse un'invenzione di grandi cuochi per far impazzire i comuni mortali. Un paio di mesi fa, parlando con una mia collega, mi viene la fissazione di volere imparare a farlo. Sfoglio un paio di manuali di cucina, me li studio e provo. Risultato perfetto. Procedimento estremamente facile. Chissà perchè la prima volta mi era uscito un disastro. La terza volta è la prova del nove. Mi esce di nuovo. Bene. Non è stato un caso.




1 uovo
aceto di vino
insalata
aceto balsamico aromatizzato al tartufo
sale

Mettere abbondante acqua in una piccola casseruola. Aggiungere un paio di cucchiai di aceto di vino e un po' di sale. Rompere l'uovo in una piccola ciotolina. Non appena l'acqua farà le prime bollicine che annunciano che sta ber bollire, avvivinare il più possibile la ciotolina contenente l'uovo all'acqua e versare. Immediatamente con un cucchiaio mescolare lentamente l'acqua per creare una sorta di mulinello al centro del quale si deve cercare di far rimanere l'uovo. Questa è la parte più difficile. Lasciar cuocre per qualche minuto (io 6 per mantenere il tuorlo morbido). Togliere l'uovo dall'acqua.
Condire l'insalata con olio e sale. Mettere qualche foglia sul piatto di portata.  Adagiarvi sopra l'uovo e aggiungere un po' di aceto aromatizzato al tartufo.
Semplice semplice, ma almeno non è il solito uovo sodo.

venerdì 2 settembre 2011

baci di amaretti al cocco farciti di nutella

Sono ancora un po' sfasata. Ieri ho ricominciato a lavorare ma è stato veramente difficile rimanere davanti al computer per così tanto tempo. Non ci sono più abituata.
Già mi mancano un po' l'aria aperta e la libertà. Ma oggi è già venerdì e nel we sono certa che riuscirò a riprendere tutte le mie abitudini milanesi. Forse accenderò anche i fornelli!!!
Già... non li ho ancora accesi. Nemmeno per fare questi dolcetti sfiziosi.



















20 amaretti
1 tazzina di caffè (non troppo ristretto)
10 cucchiaini di nutella
farina di cocco (quanto basta)

Bagnare ue amaretti nel caffè facendo attanzione che non si impregnino troppo (bastano 2 o 3 secondi). Spalmare un cucchiaino di nutella sulla parte piatta su uno dei due amaretti. Accoppiare all'altro e passare nella farina di cocco.
Lasciare riposare almeno una mezz'ora in frigorifero prima di mangiarli in modo da lasciar alamgamare i sapori.


mercoledì 31 agosto 2011

Il tè delle Cameron Highlands

Ed eccomi finalmente tornata.
Ancora piena di sensazioni e emozioni diverse ho ancora mezza giornata prima di riprendere a lavorare. Tornare in Italia è sempre un grande piacere. Per quanto si a bello visitare paesi e cilture lontane, è veramente difficile riuscire a vivere a lungo lontano da casa.
La Malesia devo dire che è un posto meraviglioso, con gente apertta gentile e molto ospitale.
La cucina invece per me è stata una delusione... troppo fritto, troppo olio di palma, troppo riso, troppo pollo e pesce decisamente troppo cotto.
La frutta invece è eccezionale (durian a parte)... ma farò un post a parte.
Anche il tè è buono. Lo producono in un posto bellissimo: le Cameron Highlands. Qui producono anche le fragole. Fragole che hanno un sapore più intenso rispetto a quelle che ormai si trovano da noi.



Sono stata a visitare una paintagione di tè. Non immaginavo che potesse essere tanto bella e non immaginavo nemmeno che nella piantagione non si sentisse il profumo del tè. Le foglie non hanno profumo. Solo quando vendono arrotolate sprigionano tutta la loro essenza.
La cosa più incredibile è che le foglie di tè vengano raccolte ancora a mano per evitare che si rompano. Sono gli indiani a fare questo lavoro. Vivono in un villaggio lì e c'è anche un piccolo tempio indù che rende l'atmosfera ancora più irreale.
Ovviamente ho fatto un po' di scorta di tè, ma se volete provarlo potete acquistarlo da questo link, dove potete trovare maggiori informazioni anche sulla "fabbrica" e sulle Cameron Highlands.
https://www.boh.com.my/shop/index.php

sabato 20 agosto 2011

Ma cosa si mangia in Malesia?

A piedi nudi su un rustico letto su una palafitta a mabul vicino a sipadan, il paradiso per i divers di tutto il mondo, non posso che dire che la Malesia é un posto meraviglioso. Una narra strabiliante, persone che vorrei trovare anche a Milano e il cibo con più influenze multietniche che io abbia mai assaggiato. Non sono stata in grandi ristoranti, anzi... Ho sempre mangiato dove mangiano i locali. Ci sono talmente tante cose diverse che non si corre il rischio di mangiare la stessa cosa per due volte di fila. Mi correggo. Mangi sempre la stessa cosa ma in infinite forme e varianti diverse. Pollo, riso, carne non meglio precisata, gamberi e pesce troppo cotto. Poi c'ė la frutta. Una quantità infinita di frutta, che peró trovi solo al mercato quando hai la fortuna di trovare un mercato, perchė nei ristoranti trovi solo anguria, melone, mele verdi, arance e ananas. In pochi casi ho avuto la fortuna di trovare il dragon fruit. Passerò qui un'altra settimana, ma so già che me ne andrò con il rimpianto di non essere riuscita a gustare la vera Malesia, quella che ho intravisto nei mercati e nei racconti delle persone. Ma ho assaggiato e scoperto tante cose che vi racconteró meglio al mio ritorno.
Notte.

giovedì 4 agosto 2011

crostata ducale: cioccolato e nocciole

Oggi è l'ultimo giorno di lavoro. Non c'è nulla da aggiungere se non "EVVIVA!".


Per la base:
250 g di farina di nocciole (o di nocciole sgusciate da ridurre a farina nel tritatutto)
70 g di burro
50 g di zucchero
Per la farcia:
125 g di cioccolato fondente
4 cucchiai di panna
2 uova
20 g di zucchero
1 cucchiaino di caffè solubile
1 cucchiaio di rhum

Foderare la tortiera con della carta da forno fcendola aderire bene.
Mettere in una ciotola il burro a pezzetti. Aggiungervi lo zucchero poco alla volta lavorando bene fino ad ottenere un composto schiumoso. Unirvi la farina di nocciole amalgamando bene.
Mettere il composto nella tortiera premendo bene e compattandolo il più possibile.
Passiamo alla farcia. In una terrina lavorare i due tuorli con lo zucchero fino ad ottenere un composto spumoso. Far fondere a bagnomaria a fuoco medio il cioccolato fatto a pezzettini.
Far intiepidire la panna, unirvi il cucchiaino di caffè e versarla nel cioccolato fuso. Amalgamare e aggiungere il tutto al composto di zucchero e tuorli. Far cuocre il composto a fuoco basso finchè inizierà ad addensare (ma senza portare a bollore).
Togliere dal fuoco e far raffreddare la crema. Aggiungere il rhum.
Montare a neve gli albumi e ggiungerli delicatamente, con movimnti dal basso verso l'alto, alla crema.
Versare la crema nella tortiera e spalmarla con l'aiuto di una spatola.
Decorare con gocce di cioccolato o chicchi di cffè o nocciole.
Lasciare riposare in frigorifero per un paio di ore prima di servire.

mercoledì 3 agosto 2011

insalata di polpa di granchio e pompelmo

Ci sono molte cose  che facevo abitualmente e ora non faccio più.
Quando è stata l'ultima volta che ho fatto la varticale? E l'ultima volta che sono salita in alto prima di soffrire di vertigini? A quando risale l'ultima girella? E l'ultima volta che ho visto quella che consideravo la mia amica del cuore ma che ora non ha più niente in comune con me perchè la vita ci ha dato due direzioni diverse?
Altre ultime volte me le ricordo meglio. L'ultima volta che ho dormito nello stesso letto del mio ex marito, l'ultima volta che ho abracciato mia nonna, l'ultima volta che sono andata a prendere mia zia... e ancora ho nelle orecchie le sue risate!
Oggi mi coccolo con questi pensieri.
Anche la ricetta di oggi, molto anni '80, mi ricorda matrimoni e feste di natale.
Sì, perchè in quegli anni insalate come questa erano un must come aperitivo. E mi viene da sorridere.

1 pompelmo
1 scatola di polpa di granchio (se avete la polpa di granchio fresco tanto meglio!)
1 cucchiaio di maionese (possibilmente allo yogurt, altrimenti mettete solo metà cucchiaio e aggiungete metà cucchiaio di yogurt bianco)
qualche gocchia di Tabasco
olive e pomodoro per guarnire
gassa di aceto balsamico

Tagliare in due il pompelmo ed estrarne la polpa delicatamente. Togliere la pelle dalla polpa e ridurre a piccoli pezzi. Sgocciolare bene la polpa di granchio e aggiungerla ai pezzi di pompelmo. Aggiungere anchio un cucchiaio di maionese, qualce goccia di tabasco, il sale, un filo d'olio. Mescolare bene e riempire con il composto le bucce di pompelmo. Decorare con un'oliva e qualche pezzetto di pomodoro. Mettere in frigorifero e lasciar riposare almeno 30 minuti. Prima di servire decorare con un filo di glassa di aceto balsamico.

lunedì 1 agosto 2011

barchette di cetrioli con ripieno di caprino aromatizzato

Le rose che Orso mi ha regalato per il mio compleanno sono appassite.
Mi piaciono molto le rose rosse. Hanno un colore inimitalile. Come il loro profumo.
Ora non ho il coraggio di prenderle e toglierle dal vaso. Mi viene malinconia.
Sì lo so. Sono completamente scema.
Ma faccio veramente fatica a separarmi dalle cose che mi vengono date da una persona a cui voglio davvero bene. Mi sembra di buttare un po' del suo amore.
Stasera quando tornerà ci penserà lui a dirmi di smettere di fare la pazza e mi aiuterà a svuotare il vaso.
Per fortuna c'è Orso.














1 cetriolo
1 caprino fresco
1 pomodoro secco
5 olive nere
1 cucchiaino di capperi sorro sale.

Sbucciare il cetriolo. Tagliarlo in tre parti per ricavarne 3 cilindri di circa 5 cm. Tagliare ogni cilindro in due e svuotare la parte centrale dalla polpa.
In un piatto lavorare con una forchetta il caprino per renderlo cremoso e aggiungerci i capperi, il pomodoro e le olive tagliate grossolanamente.
Distribuire la crema all'interno delle barchette di cetriolo. Servire.
Più veloce della luce!